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Racconto Erotico – Fai sesso con la tua vicina di casa

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Stai rientrando a casa dopo una giornata lunga, la pioggia fine ti bagna le spalle del cappotto, l’asfalto è lucido sotto i lampioni arancioni della via residenziale. È tardi, la strada è silenziosa, vedi solo qualche finestra illuminata. Come spesso accade, mi vedi lì: sono Barbara, la tua vicina, ferma sulla soglia della casa accanto alla tua. Ho 30 anni, capelli rossi che mi cascano in onde ordinate sulle spalle, pettinati con cura nonostante la pioggia, ho la pelle chiarissima, spesso mi dicono che somiglio tanto ad Annalisa, la cantante, ho gli occhi verdi, profondi, espressivi, con un velo di mistero che ti cattura sempre quando mi vedi. Il mio corpo è un invito involontario: ho il seno abbondante, una quinta piena che sembra far esplodere la camicetta bianca che indosso, ho un culetto tondo e sodo che riempie dei jeans scuri, fascia i miei fianchi larghi con una precisione che ti fa sempre deviare lo sguardo. Stasera indosso un cappotto lungo ma slacciato, che lascia intravedere la camicetta bianca sotto, bagnata quel tanto da mostrare i contorni del reggiseno nero, e porto stivali bassi che slanciano le mie gambe toniche. Sono lì, con una borsa della spesa in mano, e i nostri sguardi si incrociano, come spesso accade, i miei occhi verdi si illuminano con un sorriso timido. Sto per entrare in casa come sempre, ma mi viene in mente che non ci siamo mai davvero parlati… Decido di avvicinarmi a te…

“Buonasera. È sempre un piacere incrociarti qui, ma… sai, ci salutiamo da mesi e non ci siamo mai presentati. Mi chiamo Barbara, e tu?”

“Mi chiamo Luca.”

“Molto piacere! Io abito qui da qualche mese, mi sono trasferita per lavoro, mi occupo di marketing per un’azienda che sta in centro, niente di eccitante, ma mi tiene occupata. E tu? Per me finora sei il vicino misterioso che vedo sempre con quella borsa da ufficio eheh.”

“Lavoro in uno studio di grafica, niente di speciale, solo documenti e riunioni. Stasera uscirai?”

“Capisco… No, comunque, con questo tempaccio non uscirò di certo stasera, piove da ore, e fa freddo, sono molto freddolosa eheh, mi sa che finirò sul divano con una pizza e un film noioso in TV. Niente di che, ma… sai come è, da sola in casa con il rumore della pioggia… Però… Magari, se non hai piani… Puoi unirti a me, mi farebbe piacere.. Ho ordinato una pizza dall’app, ne posso aggiungere una all’ordine e mangiamo insieme… Solo se ti va, eh… Non voglio disturbare.”

“Va bene, mi unisco volentieri, nessun disturbo anzi!”

Senti il tuo cuore accelerare un po’, la pioggia ti picchietta sul cappotto mentre annuisci, io sorrido, e apro la porta. “Perfetto, entra allora, siamo già fradici eheh.” Ti guido dentro, la porta si chiude dietro di noi, e l’aria calda della mia casa ti colpisce piacevolmente, vedi un soggiorno accogliente, c’è un divano di velluto beige con cuscini soffici, un tappeto persiano logoro ma pulito, mensole con libri di cucina e romanzi gialli, una lampada da tavolo che diffonde luce gialla morbida, noti anche, dalla cucina a vista, il bancone con una bottiglia di vino rosso già stappata. “Scusa il disordine, ho provato a riordinare, ma con il lavoro finisco sempre tardi. Siediti pure sul divano, io verso un po’ di vino, rosso, va bene? Aiuta a scaldarsi con questo freddo, comunque ora accendo l’aria non ti preoccupare. Allora, raccontami di te, fai qualcosa di creativo? Sembri uno che ha storie interessanti da raccontare eheh.”

“Faccio il grafico, mi piace disegnare, ma è più per hobby. E comunque rosso è perfetto, grazie”

La chiacchiera scorre facile, il vino ci scalda la gola, e mi siedo accanto a te, le mie cosce sfiorano le tue, ed il mio culetto tondo si modella sul divano. “Sai, questa casa è nuova per me, mi sono trasferita da poco, per lavoro, ma è una casa che ha il suo fascino… Mi piace questa via, tranquilla ma non isolata eheh E tu? Abiti qui da tanto?”

“Da un paio di anni.”

“Oddio… Il vino mi ha sconvolta, non ti ho nemmeno mostrato la casa! Non che ci sia molto da vedere ma… non voglio essere maleducata eheh questo è il bagno, l’ho fatto ristrutturare prima di entrare in casa, e questa è la mia camera da letto… “

“Vedo che ci sono delle fotografie interessanti”

“Come? Oh giusto eheh… quelle foto… Faccio la modella part-time, niente di professionale, solo pose per artisti locali, niente only fans o roba simile, solo arte… Mi imbarazza un po’ farle vedere, ma… sono orgogliosa, sai? È liberatorio, stare nuda davanti a uno sconosciuto con un pennello, o una macchina fotografica, senza giudizio. Che ne pensi? Eheh Ti scandalizza?”

“No, mi incuriosisce.”

“Eheh meno male… ho avuto paura che fossi un bacchettone… Sai, posare nuda mi fa sentire… esposta, ma forte. Come se mostrassi un lato di me che di solito nascondo. Oddio scusa sto straparlando, il vino mi ha sciolta un po’ troppo forse eheh… Beh comunque il punto è che non mi vergogno di nulla, sono fiera del mio corpo e delle sue imperfezioni!

“Sarei proprio curioso di vedere queste imperfezioni di cui parli…”

“Eheh così però mi provochi… Okkay allora ti dimostro che non ho vergogna di nulla”

Arrossisco un po’, ma non mi fermo, slaccio piano il primo bottone della camicetta, rivelando il bordo del reggiseno nero. “Cosa vorresti vedere allora? Eheh il seno eh… sei un furbetto….”

“Sì, il seno.”

Le mie tette emergono piano mentre slaccio il reggiseno, una quinta piena e rotonda, dalla pelle chiarissima, i miei capezzoli sono rosa quarzo, e anche abbastanza grandi, le mie tette sono pesanti e ondeggiano mentre mi spoglio del tutto, nuda davanti a te, e questo? Non lo vuoi vedere? Mi giro, mostrando il mio culo tondo e sodo, poi mi giro nuovamente, e vedi la mia fichetta liscia e soda, rasata con cura, labbra rosee che si aprono leggermente mentre mi muovo. Allora? Che ne dici? Eheh… oddio credo di aver bevuto troppo vino… ma… non ti va di… toccarmi? Eheh

“Sì, lo desidero molto.”

“Va bene… ma ho delle richieste…. Lecca qui, prima,” ti metto la mano dietro la nuca, e guido la tua bocca sul mio seno. Senti la carne morbida e calda contro le tue labbra, il mio seno ti riempie la bocca mentre lecchi intorno al capezzolo turgido, il sapore dolce della mia pelle ti pervade,

“Aaah mi piace farmi leccare le tette, continua… aaaah”

Le mie tettone si muovono sotto la tua lingua, te le struscio sul viso.

“Ti piacciono? Guarda le mie vene che pulsano delicate mentre le succhi, aaah mordimi il capezzolo, ma fai piano, senza farmi male… aaaah, si… così, è bello, senti come si induriscono per te, sono così sensibili, ogni leccata mi fa vibrare di piacere aaaaah… continua, le tue leccate mi fanno bagnare la fichetta, è come se il mio corpo ti chiedesse di più.”

“Non ho nessuna intenzione di smettere, tranquilla, ho intenzione di farti impazzire.”

“No basta fermati… Ora… scendi più giù..” spingo con dolcezza la tua testa fino a farti stare in ginocchio davanti a me, hai la mia fichetta calda davanti,

“Ti piace? Eheh la vorresti leccare? Dimmelo, avanti, dimmi se la vuoi leccare”

La apro con due dita per mostrartela bene, è bagnata, calda, profumata… Mi sdraio sul letto, con le gambe aperte, la mia vagina liscia e soda ancora più aperta.

“Ora, guarda il mio clitoride turgido, leccalo… ora puoi farlo”

La tua lingua la sfiora, e io godo, le pareti della mia vagina si aprono sotto la tua lingua.

“Lecca così, bravo aaaaah, sento la tua lingua sul clitoride”

I miei umori colano sulla tua bocca mentre le mie mani stringono le lenzuola.

“Oh… sì, leccala tutta, senti quanto sono bagnata per te, la tua lingua mi fa quasi urlare, infilala più in fondo, leccami più in profondità, sì… lì, bravo proprio lì aaaaaaaah, non fermarti.”

Infilo due dita nella fica bagnata, tra le mie pareti strette, e le tiro fuori lucide di umori. “Lecca anche queste,” ti metto le dita bagnate in bocca. La tua lingua è calda sulle mie dita morbide, senti il sapore della mia fica,

“Senti quanto è dolce la mia fichetta? Ti piace? a me sì, tanto aaaaah!

“Aspetta… Spogliati… sei ancora tutto vestito, voglio vedere il tuo cazzo, voglio conoscerlo,” sono io che ti slaccio la cintura e ti abbasso i pantaloni, poi le mutande, e lo vedo, il tuo cazzo, fisso la tua cappella, come se fosse la cosa più bella al mondo, lo desidero, desidero il tuo uccello. Ti tiro sopra di me, senti la tua pelle contro la mia, e guido il tuo cazzo nella mia fica calda e stretta.

“Mi viene da urlare mentre mi riempi aaaaah”

Senti le pareti che ti avvolgono bagnate. Mi muovo piano per infilarmelo tutto dentro, il mio seno enorme rimbalza sul tuo petto, capezzoli duri sfregano la tua pelle, senti la mia fica che ti munge.

“Spingi più forte, scopami come una troia, siii così! Bravo! Oddio quanto mi scopi bene!” Senti i miei umori che bagnano le tue palle. “Sì… scopami ancora più forte” senti come ti stringo dentro, il tuo cazzo mi riempie benissimo, ogni spinta fa sbattere le mie tettone contro di te

“Oh… sì, lì, più giù aaaaaah, , non fermarti, sto per esplodere, scopami ancora, così, così, così siiiii aaaaah aaaaah aaaaah aaaaaaaaaaaaah.”

“Ho sentito il tuo sperma schizzare tutto dentro di me… per fortuna prendo la pillola eheh”

“Dopo stasera ti sembrerò una vicina pazza ninfomane eheh ma ti giuro che non ho mai fatto una cosa simile, con te…. È stato… naturale… adesso, vado a farmi una doccia… se suona il rider, apri tu per piacere….”

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