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Racconto Erotico – Fai un massaggio rilassante con happy ending

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Eccoti, stai arrivando al centro massaggi dopo una giornata pesante, hai il regalo della tua fidanzata stretto in mano, un buono per un’ora di massaggio, te lo ha regalato per il vostro anniversario, e finalmente hai trovato il tempo di utilizzarlo. L’ingresso del centro è discreto, una porta di vetro satinato con il nome “Oasi Rilassante” inciso sopra, e quando entri, l’aria ti avvolge con un profumo di lavanda e sandalo, caldo e avvolgente, un velo di umidità che ti sfiora la pelle come una carezza preliminare, sciogliendo già la tensione accumulata dalle ore in ufficio. Mi vedi lì, dietro il bancone: sono Barbara, ho 29 anni, e sono una massaggiatrice professionista, con capelli neri mossi che mi incorniciano il viso in onde soffici, occhi verdi calmi e profondi che ti accolgono con un sorriso gentile, la mia pelle è olivastra, e contrasta con il camice bianco leggermente scollato, che lascia intravedere il bordo del mio reggiseno nero. Il mio corpo è atletico ma morbido: seno abbondante, una quinta piena e rotonda che tende il tessuto del camice, curve generose che si delineano quando mi muovo, e un culetto tondo e sodo che riempie i pantaloni larghi ma aderenti sui fianchi, un invito silenzioso che ti fa deviare lo sguardo per un istante, il cuore ti accelera leggermente per quell’attrazione istintiva.

“Benvenuto, hai prenotato il massaggio rilassante vero? Molto piacere, io sono Barbara, la tua massaggiatrice. Vieni, ti accompagno nella sala.”

Ti guido lungo un corridoio illuminato da luci soffuse, l’aria si fa più densa di oli essenziali, eucalipto e gelsomino, un profumo che ti scioglie già le spalle, ogni passo echeggia piano sul pavimento di legno. Entriamo in una stanzetta intima: vedi un lettino al centro, coperto da un telo bianco pulito, ci sono mensole con flaconi di oli colorati, una candela che diffonde luce tremolante, musica rilassante che ti avvolge come un abbraccio, note di flauti e onde delicate che vibrano nell’aria, calmando il tuo respiro. “Spogliati pure, ti lascio queste mutandine usa e getta, sono igieniche per il massaggio. Poi se vuoi copriti con il telo, sdraiati e rilassati. Esco un minuto per darti il tempo di spogliarti, torno subito.”

Esco, la porta si chiude piano dietro di me, e ti spogli. La stanza è calda, l’aria umida ti accarezza la pelle nuda mentre ti levi la camicia, sentendo i muscoli tesi della schiena allentarsi un po’, il peso della giornata scivola via come l’acqua della doccia mattutina. Il profumo degli oli ti invade le narici, lavanda che calma la mente, un tocco di menta che rinfresca i polmoni, e la musica ti entra nelle orecchie come un sussurro, sciogliendo la tensione del collo, delle spalle, facendoti sentire il peso del giorno scivolare via. Indossi le mutande sottili, ti stendi sul lettino, e chiudi gli occhi.

La porta si apre, rientro nella stanza, e mi avvicino al lettino, strofino le mani con olio di mandorle dolci, senti il profumo, un aroma che ti fa rilassare ancora di più, dolce e avvolgente come un abbraccio. “Iniziamo dalla schiena, va bene? Rilassati, lascia che le mie mani facciano il lavoro.” Le mie dita, unte e calde, premono sulla tua pelle, partendo dalle spalle, eseguo un movimento circolare, lento, che scioglie i nodi, senti i muscoli cedere sotto la pressione ferma ma gentile, il calore dell’olio si diffonde, penetrando ogni fibra, un brivido di piacere ti fa chiudere gli occhi più stretto. “Senti qui, sei abbastanza teso eheh… fai un bel respiro profondo, inspira con me, ed espira… bravo, così, ora mi dedico alle scapole, premo piano, senti scivolare via lo stress.” Le mie mani scendono lungo la spina dorsale, il pollice segue la curva della colonna, un ritmo costante che ti fa sciogliere il basso ventre, il telo si tende leggermente sul tuo rigonfiamento crescente, un calore che sale lento, inarrestabile. “È tutto a posto? Spero ti stia rilassando…”

“Adesso girati pure, per la parte anteriore.” Quando ti giri, vedo le mutandine che coprono ma non nascondono il rigonfiamento del tuo pacco, un’ombra dura tende il tessuto, facendomi arrossire, le guance si scaldano, per fortuna hai gli occhi chiusi e non puoi vedermi, mi sento strana, non ho mai provato questa attrazione per un cliente, ma… no… sicuramente è solo il calore della stanza, continuo con il mio lavoro, in maniera del tutto professionale, le mie mani ora ti massaggiano il petto, scendendo verso l’addome, le dita tracciano linee leggere sulla pelle. “Rilassati… fai un altro bel respiro, così.” Le mie dita sfiorano il tuo pube peloso, un movimento innocente ma che si prolunga un po’ troppo, sento il calore del tuo basso ventre, e vedo il tuo cazzo che tende il tessuto della mutandina, un pulsare insistente che mi fa deglutire, il mio respiro si fa corto. Non so cosa mi prenda, è successo altre volte che i clienti abbiano avuto questa reazione, è naturale, ma stavolta è diverso, mi sento… curiosa… e non resisto più, decido di azzardare, e titubante abbasso piano il bordo delle mutande, esponendo il tuo pube, senti l’aria fresca sulla pelle, la mia mano che ti massaggia proprio lì, dita unte che tracciano cerchi leggeri sui peli umidi, un brivido che ti fa gonfiare di più l’uccello, il piacere sale dal basso ventre come un’onda lenta.

“È… tutto ok?” Le mie mani tremano un po’, ma continuo, abbassando del tutto le mutande. Il tuo cazzo ora è all’aria, duro e pulsante, e arrossisco tantissimo, ma le mie dita lo sfiorano piano, segandolo delicatamente dalla base alla punta, la pelle vellutata del tuo cazzo scivola sotto il mio palmo unto di olio, un calore bagnato che ti fa contrarre i muscoli, ogni vena si gonfia al tocco. “Anche qui sei un po’ teso… lascia che le mie mani lo rilassino.” Poi, le mie labbra si avvicinano, tiro fuori la lingua e ti lecco la cappella piano piano, assaporandone il gusto, senti un vortice caldo leggero intorno alla cappella che ti fa indurire ancora di più, poi scendo, prendendolo tutto in bocca e inizio a succhiare piano mentre continuo a muovere la lingua, sento il tuo cazzo riempirmi la gola, centimetro dopo centimetro, fino a che non lo prendo tutto, la mia gola si contrae intorno al tuo uccello, umida e calda, senti la mia gola bollente vero? Ti piace?

Tu tieni gli occhi chiusi, ma capisco che stai godendo, e questo mi fa eccitare ancora di più. “Senti come lo prendo tutto… è così buono, caldo, mi piace sentirlo così duro dentro la mia bocca, tu continua a rilassarti, è il mio lavoro…” Mi fermo un secondo, e le mie mani ti massaggiano le palle, poi ci metto la lingua e le lecco delicatamente, le succhio una alla volta e scendo anche più in basso, leccandoti il buco del culo, senti la punta umida della mia lingua che si muove piano, un tocco timido ma insistente, un piacere che ti fa fremere, il calore si diffonde dal perineo come un fuoco lento.

Ma ora, voglio di più. Mi alzo, e le mie mani slacciano il camice. Senti il fruscio del tessuto che cade in terra, il mio corpo nudo ora è esposto, le mie tette enormi rimbalzano libere, i miei capezzoli rosa sono turgidi, il mio culo tondo si tende mentre mi sfilo le mutandine, e la mia fica liscia bagnata luccica vicino ad una candela. Mi metto a cavalcioni su di te, guidando il tuo cazzo nella mia vagina calda e stretta “ah!” senti le pareti che ti avvolgono bagnate, ora il tuo cazzo è tutto dentro di me. “Oh… sì, senti come ti stringe? È così bello, ogni spinta mi fa bruciare dentro, porto le tue mani sulle mie tette, stringile, senti come sono morbide…, non fermarti, mi fai godere così tanto.” Mi muovo lenta, ma poi aumento il ritmo, senti la mia fica che ti munge, e i miei umori che bagnano le tue palle, puoi sentire con i tuoi palmi le mie tette che rimbalzano, senti i capezzoli che sfregano la tua pelle, il piacere che sale dal basso ventre in spirali intense, il mio corpo si inarca sopra di te.

Aspetta ho un altro desiderio… mi sposto un po’, e punto il tuo uccello sul mio culo tondo che si apre piano sul tuo cazzo, e lo prendo dentro, facendo piano, per via del bruciore. “Senti come è stretto il mio culo, ogni centimetro mi fa male, ma è anche bellissimo… sì, spingi più a fondo” il dolore si mescola al piacere, il tuo cazzo mi riempie il culo e mi fa quasi urlare, cavalco più forte, … ora sento le tue mani sul mio culo, stringi le natiche mentre mi fotto, nel mentre, mi stimolo il clitoride con due dita, e continuo a sbattere sul tuo pube, mentre cerco di infilare il tuo cazzo il più possibile dentro al mio culetto stretto e caldo “oddio, sto venendo, anche tu vero? vieni dentro, riempimi!”

Scendo piano dal lettino, il mio corpo trema ancora per l’eccitazione, entrambi fingiamo che nulla sia accaduto, ti copro con il telo, il mio rossore sul viso si placa mentre mi rivesto rapidamente, il camice si chiude sul mio seno arrossato. “È… andato tutto bene? Eheh sono felice… ora rilassati ancora un momento, esco per qualche minuto così puoi rivestirti con calma. Torno tra poco.” Esco dalla stanza, la porta si chiude piano dietro di me, ti lascio lì con il cuore che batte forte, il corpo esausto e soddisfatto, l’aria è ancora carica del nostro segreto, il profumo del mio corpo ti resta sulla pelle, un ricordo bagnato e proibito che ti fa sorridere colpevole mentre ti rivesti, sapendo che questo massaggio è diventato qualcosa di molto più intimo, un piacere estremo che ti ha lasciato anelante a un prossimo appuntamento.

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